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Il recupero di Palazzo ex Guindani, posto su di una delle più importanti strade di Mantova, l’attuale Via Principe Amedeo; gli antichi toponomi di Contrada delle Quarantore e l’ancora più tardo Contrada di Pusteria evidenziano la presenza di edifici importanti lungo l’asse viario e la funzione di collegamento tra il centro cittadino e la Porta Pusteria. 
Il Palazzo, compreso tra le attuali Via Achille Sacchi e Vicolo San Crispino, è il frutto di successive trasformazioni edilizie avvenute su di un sedime storico ben consolidato nel tempo; dalle antiche mappe a disposizione si evidenzia che la sistemazione viaria attorno al palazzo è quella originale e che le trasformazioni hanno interessato soprattutto le parti posteriori dell’edificio.

 

Palazzo Guindani Via Principe Amedeo, Mantova

 

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IMMAGINI :

PLANIMETRIE :

Palazzo ex Guindani è posto su di una delle più importanti strade di Mantova, l’attuale Via Principe Amedeo; gli antichi toponomi di Contrada delle Quarantore e l’ancora più tardo Contrada di Pusteria evidenziano la presenza di edifici importanti lungo l’asse viario e la funzione di collegamento tra il centro cittadino e la Porta Pusteria.

Già al tempo della seconda cerchia di mura cittadina (sec. XIII-XIV) l’area era interessata dal cosiddetto suburbio e con successiva sedimentazione dell’ampliamento cittadino, consolidatosi con la terza cerchia nel 1400 circa, la strada assunse un’importanza rilevante nel contesto urbano, in epoca gonzaghesca la via è parte integrante dell’asse privato gonzaghesco che collega la reggia a Palazzo Te passando per il Palazzo e la Chiesa di San Sebastiano e la Casa del Mantegna.

L’edificio in oggetto, compreso tra le attuali Via Achille Sacchi e Vicolo San Crispino è evidentemente il frutto di successive trasformazioni edilizie avvenute su di un sedime storico ben consolidato nel tempo; dalle antiche mappe a disposizione si evidenzia che la sistemazione viaria attorno al palazzo è quella originale e che le trasformazioni hanno interessato soprattutto le parti posteriori dell’edificio.

Probabilmente una radicale trasformazione ad inizio del 1900 ha definitivamente fissato l’immagine attuale del contesto architettonico mettendo in evidenza il prospetto su Via Principe Amedeo realizzando un fronte unitario quale testata dell’isolato definito tra le Vie San Crispino e Achille Sacchi; ad un attento esame dei rilievi planimetrici è comunque ancora possibile leggere l’accorpamento di due diverse unità evidenziate nella planimetria del Catasto Teresiano (mappa delle parrocchie).

L’edificio si sviluppa su tre piani fuori terra più il sottotetto e cantina con volte di muratura.
La costruzione ha due accessi indipendenti con relative scale una delle quali collega unicamente una porzione di edificio al primo piano e dal punto di vista storico artistico non sono evidenti decori parietali ed ai soffitti; la distribuzione interna delle varie unità risente delle trasformazioni avvenute nel tempo.
Gli esterni sono caratterizzati sul fronte principale da un prospetto marcato da molte finestre con cornici e fasce marcadavanzale realizzate ad intonaco.
Il recupero dell’edificio avviene con un intervento di ristrutturazione conservativa, lasciando inalterate le destinazioni prevalenti dello stesso, ricavandone un piano interrato adibito a cantine, un piano terra adibito ad attività direzionale e due piani superiori destinati a residenziale, oltre che al recupero del sottotetto ai fini abitativi.

Impostazione progettuale dell’intervento proposto

Trattasi di edificio di notevole valenza architettonica ed ambientale, vincolato ai sensi del D.lsg 490/99 (ex L. 1089/39), si specifica che lo sviluppo del progetto di ristrutturazione edilizia dovrà necessariamente tenere in considerazione gli aspetti tipologici e speculari dell’immobile secondo quanto concordato con la Soprintendenza per i beni Architettonici e per il Paesaggio di Brescia, Cremona e Mantova.

Considerando la conformazione dell’edificio si è verificata l’opportunità di ricavare al piano terra due unità da adibire ad attività direzionale complete di accessori, oltre che ad un alloggio, mentre per i restanti piani si prevede la possibilità di ricavare in totale cinque alloggi di grosse dimensioni più un monolocale; nell’area cortiva è prevista la realizzazione di posti macchina scoperti e coperti.

In ogni unità è garantito il riscontro d’aria vista l’esistenza di finestre dello stesso alloggio su due facciate contigue.
Si sono ipotizzati diversi tagli di alloggi del tipo medio grande con la possibilità di divisione per ottenerne alloggi di taglio anche medio piccoli.

Tenendo conto del piano interrato esistente che occupa quasi tutta la superficie coperta dell’intero edifici si è ipotizzato il suo recupero con la possibilità di ricavare cantine al servizio degli alloggi sovrastanti.
All’esterno l’area cortiva verrà adibita a posti macchina scoperti ( n. 5 circa ), mentre si ipotizza l’apertura di una porzione di edificio allo scopo di ricavarne almeno n. 3 garage coperti.

La facciata esterna dell’edificio non viene modificata ad accezione dell’apertura delle vecchie finestra tamponate nel tempo.
All’interno verranno conservati tutti i solai, saranno conservati tutti i muri perimetrali e quelli di spina centrali, mentre subiranno modifiche i tramezzi interni.
Sempre internamente verrà conservata la scala.
Sostanziale sarà il recupero del sottotetto ove è previsto il recupero ai fini abitativi.

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